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Modesto Seghezzi

Nato a Premolo (Bergamo) il 29 settembre 1919, deceduto a Ponte Nossa (BG) il 15 luglio 1989, fornaio, Croce al merito di guerra.

Marcatura a Pertini



Ultimo di 6 fratelli, terminate le Elementari, era andato a lavorare a Ponte Nossa come aiuto fornaio. A 18 anni, chiamato al servizio di leva, è arruolato nei paracadutisti a Pisa. Da semplice soldato si distingue fra i suoi compagni, tanto che diventa tenente.
Con la guerra che incalza, per non entrare al servizio del regime fascista, ritorna in Valle Seriana e diventa partigiano, a capo di una squadra di “Giustizia e Libertà” della Brigata “Camozzi”.
È Seghezzi che, in collegamento con gli Alleati, riesce ad evitare che bombardino Ponte Nossa, dove l’Ansaldo ha trasferito da Genova la produzione di parti di artiglieria destinate ai tedeschi. È lui, infatti, che provvede con i suoi compagni a sabotare gli impianti.
Nel dopoguerra Modesto Seghezzi era emigrato in Argentina, di dove era tornato per la perdita prematura di un figlio.
Già certificato come patriota dal generale Alexander (comandante delle Forze alleate nel Mediterraneo centrale), Seghezzi nel 1963 aveva ricevuto la Croce al merito per il contributo da lui dato alla lotta di liberazione; nel 1984 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini aveva decretato per Modesto Seghezzi il Diploma d’onore di “combattente per la libertà d’Italia”.

(s.r.)