"È il nostro 25 Aprile 2026, quando, accanto alla Liberazione, celebriamo la vittoria della Repubblica, la conquista del voto alle donne, la nascita dell’Assemblea Costituente": il nostro volantino
È il nostro 25 Aprile 2026, quando, accanto alla Liberazione, celebriamo la vittoria della Repubblica, la conquista del voto alle donne, la nascita dell’Assemblea Costituente. Si avvia la ricostruzione di un Paese diverso da quello fascista, ma anche da quello prefascista, si pongono le basi della Costituzione che fonda la Repubblica democratica sul lavoro e che ripudia la guerra.
In quell’anno cruciale – il 1946 – si manifestò la forza di una nuova democrazia fondata sull’unità delle forze politiche, su di una altissima partecipazione al voto, sullo straordinario numero di iscritti ai partiti di massa, sulle grandi manifestazioni popolari nelle città e nelle campagne con l’obiettivo di una maggiore giustizia sociale.
Questo fu possibile grazie alla natura unitaria della Resistenza italiana e al ruolo dell’antifascismo nei due decenni precedenti; fu allora che nacque l’idea della repubblica democratica, e fu nel 1944 che questa idea fu sperimentata nella pur breve esperienza delle repubbliche partigiane; fu allora che le donne che parteciparono direttamente o indirettamente alla Resistenza avviarono di fatto il percorso di emancipazione e liberazione femminile; fu allora che gli operai, con i grandi scioperi del 1943, del 1944 e del 1945, misero l’eguaglianza sociale a tema centrale del nuovo Stato e della nuova società.
Oggi tutto questo viene rimesso in discussione da un cieco e barbaro ritorno della guerra, dei nazionalismi e dei fascismi; la pace e la giustizia sociale sono messi in forse; i tecnocrati, proprietari di sconfinati imperi finanziari, affermano che la democrazia non è compatibile con la libertà; ogni forma di diritto internazionale viene calpestata rivendicando il primato assoluto della forza.
Dalla memoria di 80 anni fa possiamo ritrovare l’energia unitaria per contrastare questa catastrofica deriva che può portare ad un conflitto generalizzato e sta già portando ad un declino economico sociale di dimensioni sconosciute.
Ci sono già gli anticorpi contro tutto ciò: le grandi manifestazioni per la pace, la rivolta morale di decine di milioni di cittadini nel mondo davanti al genocidio di Gaza, lo stesso voto referendario a difesa dello stato di diritto; una nuova generazione torna ad essere protagonista.
Questa rinnovata energia unitaria è memoria di Resistenza, di Liberazione, di democrazia progressiva, di giustizia sociale, di partecipazione popolare, di costruzione di pace. Rinnoviamo oggi le parole del giuramento dei sopravvissuti di Mauthausen: “La pace e la libertà sono garanti della felicità dei popoli, e la ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la sola via per la collaborazione pacifica tra stati e popoli”.
Ci tocca, ancora una volta, operare per un mondo nuovo e assieme contrastare alla radice l’attuale vento autoritario, nazionalista e bellicista. Se c’è un nuovo fascismo, c’è anche una nuova Resistenza. E dopo la Resistenza, c’è sempre una Liberazione.
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