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Il Museo Cervi non è sede di campagna elettorale

No, il Museo Cervi non è sede di campagna elettorale. Ed è inaccettabile chi strumentalmente lo pensi. Questo il senso di una nota diffusa da Gianfranco Pagliarulo, rappresentante dell’Anpi nazionale nel Consiglio d’amministrazione dell’Istituto Cervi, in seguito a una visita di Stefano Bonaccini, candidato governatore del Pd, in Emilia Romagna.

Spiega Pagliarulo: "Il 19 novembre, durante l’ultima riunione del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto Cervi, del quale faccio parte come rappresentante dell’Anpi nazionale, che è uno dei soci fondatori dell’Istituto stesso, i membri del Consiglio sono stati informati dal Presidente che era stata preannunciata una visita al Museo Cervi a breve termine da parte del ministro di Giustizia Orlando, accompagnato dal consigliere regionale Stefano Bonaccini. In sé si trattava di una notizia positiva, perché attestava attenzione e sensibilità sulla tragica vicenda della famiglia Cervi e, più in generale, sui temi della Resistenza e dell’antifascismo, per di più da parte di un ministro del governo della Repubblica. D’altra parte l’Istituto per sua natura è e deve essere aperto a chiunque intenda visitarlo, purché scevro da alcuna volontà di strumentalizzazione".

"La visita - prosegue Pagliarulo - si è effettivamente svolta il 21 novembre in presenza del solo consigliere Stefano Bonaccini, perché il ministro aveva comunicato poco prima di non poter partecipare per altri impegni. Ho letto però successivamente con stupore sui quotidiani di Reggio Emilia e in particolare sul sito del Pd di Reggio Emilia che, con la visita al Museo Cervi, si concludeva la campagna elettorale di Stefano Bonaccini, candidato Presidente alla Regione Emilia Romagna. Occorre perciò precisare da parte mia, in quanto membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto, che il Museo Cervi, che è luogo di memoria, di ricerca, di riflessione, fondato sui valori dell’antifascismo, non è né può essere in alcun modo sede di alcun aspetto di alcuna campagna elettorale.

"Non nascondo - conclude Pagliarulo - davanti a questo inaccettabile episodio, amarezza e preoccupazione: mai come oggi è indispensabile che il patrimonio storico, ideale e morale dell’Istituto, che è uno dei punti di riferimento di tutti gli antifascisti, sia salvaguardato da qualsiasi forma di pratica politica strumentale".

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