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Anna Longo

Nata a Roma il 23 giugno 1915, deceduta a Formia (LT) l'8 agosto 2004

Anna Longo, nata a Roma il 23 giugno 1915, moglie del partigiano Domenico Cicala, segretario comunale di Filettino (FR), era una donna di animo nobile e generoso, amante della democrazia e della libertà.
Anna ha avuto nella vita un posto di rilievo, in particolare nell’anno 1944, quando si prodigò con amore e sacrificio ad aiutare, sfamare e ospitare i prigionieri alleati in fuga dai campi di concentramento tedeschi che arrivavano a Filettino.
Dobbiamo inoltre aggiungere il suo grande dolore per l’arresto, le atroci torture e la condanna a morte del marito insieme alla continua lotta da lei sostenuta per salvargli la vita.
Infatti il 1° maggio 1944 le crudeli SS tedesche arrestarono brutalmente Domenico Cicala (link a https://www.anpi.it/biografia/domenico-cicala) nel suo ufficio comunale di Filettino assestandogli sulla tempia un potente colpo di frusta che lo fece sanguinare abbondantemente e gli lasciò per sempre una profonda cicatrice.
La moglie assistette, in preda alla disperazione, alla cattura del marito, lo vide ammanettato e sanguinante spinto a forza su una camionetta; presa dall’angoscia urlò e pianse. La reazione delle SS fu senza pieta: le spararono ma, miracolosamente, i colpi andarono a vuoto.
Dopo alterne vicende e crudelissime torture, Domenico fu condannato a morte, scampando miracolosamente alla fucilazione. Nel 1952 riceverà dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la Croce al Valore Militare.
Dopo l’arresto del marito per la povera moglie Anna cominciò un lungo e doloroso calvario.
Il 2 maggio con il figlio Alfonso di nove anni si recò a Roma dall’ambasciatore tedesco Rudolf Rahn, supplicandolo di liberare il marito.
Il diplomatico si commosse alla vista di questa donna, distrutta dal dolore e del suo bambino che piangeva e fece sospendere l’esecuzione per istruire un processo a suo carico.
Processo farsa, però, che il 24 maggio condannò Domenico alla fucilazione per aver aiutato e ospitato i prigionieri alleati in fuga.
Dopo essere andata dall’ambasciatore, la moglie continuò ancora per molti giorni a lottare con tutte le sue forze per salvare la vita del marito. Andò in giro con mezzi di fortuna tra i pericoli di quel tempo e a rischio della sua stessa vita, cercando di trovare aiuto presso qualche persona amica.
Anna Longo è vissuta a Formia per 49 anni e proprio a Formia insieme al marito si è dedicata per quasi 20 anni ad attività benefiche soprattutto in aiuto di famiglie povere.
A lei è stata concessa nel 1956 la Croce al Merito di Guerra per l’attività partigiana.
La sua morte è avvenuta a Formia l’8 agosto 2004.