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"Condanniamo con la massima fermezza la sanguinaria repressione che sta avvenendo in Iran"

«Condanniamo con la massima fermezza la sanguinaria repressione che sta avvenendo in Iran da parte di un regime teocratico che in passato ha represso con la violenza il movimento Donna Vita Libertà, che sta facendo precipitare la situazione interna nel caos, che alle vittime di questi giorni intende aggiungere ulteriori stragi, minacciando con la pena di morte tutti i manifestanti, perché perseguiti come “nemici di Dio”.

Il popolo iraniano ha già vissuto sofferenze indicibili inflitte ai tempi delle persecuzioni dello scià Reza Pahlavi, allora sostenuto dalla Cia e dal Mossad, quando migliaia di persone furono torturate e uccise dalla sua polizia segreta (SAVAK).
La rivolta in corso è causata dalla gravissima situazione sociale, determinata anche dalle sanzioni, e si aggiunge alla perdurante negazione dei diritti civili, a cominciare da quelli delle donne.
Esprimiamo piena solidarietà al popolo iraniano, auspicando un intervento urgentissimo delle Nazioni Unite, al fine di far cessare i massacri in corso e consentire agli iraniani la scelta libera e consapevole del sistema politico e sociale.
Temiamo che la ventilata azione militare degli Stati Uniti e di Israele - un ulteriore strappo al diritto internazionale che non avrebbe nulla a che fare con la democrazia e che determinerebbe l’annunciata reazione dell’Iran -  potrebbe far precipitare la situazione nell’intero teatro mediorientale in una pericolosissima escalation che aggraverebbe i rischi di un conflitto generalizzato in un mondo che è già una polveriera.»

La Segreteria nazionale ANPI