Salta al contenuto principale

L'ANPI saluta il partigiano Gilberto Malvestuto, ufficiale della gloriosa Brigata Maiella

Si è spento l'1 marzo a Sulmona Gilberto Malvestuto, 102 anni, ultimo ufficiale in vita della gloriosa Brigata partigiana Maiella. Di seguito, il comunicato dell'ANPI provinciale di l'Aquila e il messaggio del Presidente nazionale ANPI Gianfranco Pagliarulo.

"Questa mattina alla veneranda età di 102 anni ci ha lasciato il partigiano Gilberto Malvestuto, Ufficiale al Merito della Repubblica italiana e combattente per la libertà, Malvestuto è stato insignito di Croce di guerra al Valore Militare per la sua condotta nella Guerra di Liberazione, suggellata dall’ingresso trionfale nella città di Bologna all’alba del 21 aprile 1945, primo italiano tra i soldati degli eserciti Alleati.
Con Gilberto Malvestuto se ne va una storia di eroismo militanza e caparbietà. Un uomo libero, in grado di ribellarsi e di combattere per la libertà fra rinunce e abnegazione. Una storia che è durata per 102 anni senza mai fermarsi, infatti il suo impegno non si è mai fermato, è proseguito negli anni cambiando forma. Nell'ultima fase della sua vita il suo impegno è stato profuso in particolare nella testimonianza civile, soprattutto in veste di Presidente e membro del Direttivo dell’Istituto Abruzzese per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea.
Per ricordare questo combattente per la libertà pubblichiamo brevemente qualche cenno della sua storia, per rendergli onore, ma soprattutto per non smettere di lasciarci ispirare.
"La prima ribellione di Malvestuto, una reazione contro l’ammaestramento delle parole e del pensiero imposto dal fascismo, nasce tra banchi dell’istituto magistrale, che frequenta accanto all’amatissima Leda Comitis, sua futura compagna, proveniente da una nota famiglia antifascista di Sulmona. La comunanza affettiva e di ideali socialisti con Leda lasciano un segno indelebile nella formazione di Malvestuto e lo muoveranno anche in seguito vero i valori dalla Resistenza.
L’8 settembre è a Montepulciano Scalo, appena nominato sottotenente, per l’espletamento del servizio di prima nomina. Interrotti i collegamenti del Comando con Siena, in assenza di ordini superiori, egli rimane consegnato in caserma con il suo Battaglione per poter sostenere un eventuale attacco della Wermacht, che intanto si accinge ad occupare militarmente l’Italia centro-settentrionale. Solo attorno al 12-13 settembre arriva l’autorizzazione ad abbandonare il presidio. Con altri ufficiali rimasti in zona e una licenza straordinaria “in attesa di disposizioni”, Malvestuto si mette in viaggio per rientrare in Abruzzo.
Abbandonata l’uniforme di ufficiale dell’esercito italiano, fortunosamente raggiunge la città natale dove passa, alla macchia, i nove mesi successivi. Quando nel giugno del 1944 la Banda Patrioti della Maiella valica il massiccio omonimo e dilaga nella vallata peligna mettendo fine all’occupazione nazi-fascista, Gilberto sceglie per la seconda volta la strada della ribellione con l’adesione alla Resistenza. La sua è di nuovo una scelta morale: a 23 anni avrebbe potuto tornare a vivere liberamente, avendo intanto sostenuto e vinto un concorso pubblico nazionale per la qualifica di alunno d’ordine di stazione. Eppure decide di combattere per la “liberazione dei fratelli del Nord”, aderendo all’appello lanciato da Ettore Troilo, a cui resterà legato, anche nel dopoguerra, in un rapporto di stretta collaborazione basato su una profonda stima reciproca. Raggiunta la Maiella a Recanti, Malvestuto si arruola con il grado di sottotenente e viene assegnato alla Compagnia Pesante mista.
Dalla fine di ottobre 1944 prende parte ai combattimenti sostenuti in Romagna e in Emilia per la liberazione di Monte Castellaccio, Brisighella, Monte Mauro, Monte della Volpe, Monte della Siepe. Trascorre il lungo inverno del ’44 sul Fiume Senio, sul Lamone, sul Fiume Indice, fino alla radiosa primavera che lo vede protagonista della liberazione di Castel San Pietro alla testa della sezione Mitraglieri. La stessa, integrata da un plotone della 1° Compagnia Fucilieri, libererà Bologna intanto insorta contro le forze tedesche e fasciste il 21 aprile 1945.
Tra le pagine più dolorose del suo Diario di guerra, la perdita di Oscar Fuà, studente diciassettenne di Sulmona, caduto a Brisighella e quella del Capitano Mario Tradardi, la mattina del 17 dicembre 1944 a monte Mauro, di cui Malvestuto vorrà portare il feretro a spalla.
Tra le pagine più luminose, la solidarietà della popolazione di Modigliana, che lo ospita con i Maiellini la notte di Natale del 1944 e quella dei Bolognesi, di cui ha sempre ricordato il festoso abbraccio al termine della lunga avanzata lungo la Via Emilia. “I nomi di battaglia non contavano nella Maiella”, ha raccontato Malvestuto a Gad Lerner nella lunga intervista rilasciata lo scorso aprile per la trasmissione la Scelta "noi combattevamo a viso aperto".

ANPI provinciale di L'Aquila

1 marzo 2023


Il messaggio di Gianfranco Pagliarulo:

Con commozione saluto, a nome di tutta l'ANPI, Gilberto Malvestuto, ultimo ufficiale della gloriosa Brigata partigiana Maiella. Ricordiamo non solo il valoroso combattente, ma anche l'instancabile lavoratore della Memoria, un uomo che in ogni occasione possibile non ha fatto mancare la sua appassionata testimonianza di quella meravigliosa stagione di coraggio e Liberazione dal giogo nazifascista che fu la lotta partigiana. Per questo lo ringraziamo di cuore, per questo, specialmente oggi, assumiamo l'impegno di tenere vivo il suo esempio  di costanza nel mantenere saldi i valori fondativi della Costituzione repubblicana: l'Antifascismo e la Resistenza.
Siamo vicini al dolore della famiglia, degli amici, delle compagne e dei compagni dell'ANPI provinciale di l'AQUILA
Ciao caro Gilberto

Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

Roma, 2 marzo 2023

 

Al link seguente, l'intervista a Gilberto Malvestuto pubblicata nel Memoriale della Resistenza Italiana (www.noipartigiani.it): 

https://www.noipartigiani.it/gilberto-malvestuto/