Su Il Fatto Quotidiano un articolo con la risposta del Presidente nazionale ANPI ad un appello di Angelo d'Orsi contro l'Associazione
"Leggo con grande stupore un testo del professor d’Orsi in merito a una presunta crisi gravissima dell’ANPI, che potrebbe portare addirittura alla sua scomparsa. Mi permetto di tranquillizzarlo, perché non sta avvenendo nulla di tutto questo.
Il professor d’Orsi aggiunge poi alcune considerazioni in merito al commissariamento di una nostra sezione di Napoli, che immagina determinato da un’iniziativa pubblica non condivisa dalla Segreteria nazionale Anpi.
Ancora una volta lo devo correggere. La critica a quella iniziativa pubblica è di ordine politico. Il commissariamento in oggetto è invece causato da una serie di post pubblicati sulla pagina Facebook della sezione, con tanto di simbolo dell’Anpi, che abbiamo giudicato incompatibili con l’etica e il costume dell’Associazione e profondamente lesivi della sua dignità. La dignità dell’Anpi è materia non negoziabile e prescinde da qualsiasi confronto delle idee e da qualsiasi battaglia politica.
Mi riferisco per esempio a un post condiviso sulla pagina della sezione che rappresentava una foto di Carlo Calenda con i suoi quattro giovani figli corredato dal seguente testo: “Osserviamo che Carlo Calenda ha figli idonei alla leva. Ottimo! Ci assicureremo che siano inviati al fronte per primi se l’Italia entrerà in guerra”. Giudichiamo questo modo di essere presenti nel dibattito pubblico semplicemente incompatibile con l’Anpi, con la sua autorevolezza conquistata in più di ottant’anni di storia e con la stessa memoria partigiana.
Tutte le considerazioni successive del professor d’Orsi in merito all’autonomia dell’Anpi sono frutto di una fervida fantasia che non ha alcuna corrispondenza con la realtà. Non si preoccupi il professor d’Orsi: la tutela dell’autonomia dell’Anpi da qualsiasi formazione politica moderata o radicale, ma anche da qualsiasi personalità pubblica, è la pupilla del suo gruppo dirigente.
Trovo francamente di pessimo gusto l’invito del professor d’Orsi a “manifestare il proprio dissenso e a pretendere che l’Anpi sia la patria dei veri antifascisti”. Questo invito rivela una volontà divisiva che respingo categoricamente. I “veri antifascisti” sono politicamente eterogenei, come eterogenea è stata la Resistenza, e garantiscono con la loro iscrizione, la loro attività, le loro idee quella pluralità di posizioni che ha fatto e fa dell’Anpi la più grande associazione italiana nata dai partigiani"
Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI
(Leggi l'articolo completo su Il Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/12/scontro-orsi-anpi-commissariamento-napoli-news/8253343/ )
