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27 gennaio e 10 febbraio: “Shoah e Foibe? Un paragone improprio ed inaccettabile”

Giovedì 30 gennaio 2026 lo storico Eric Gobetti terrà una lectio magistralis rivolta alle studentesse ed agli studenti della città metropolitana, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso la Sala “E. Monteleone” di Palazzo Campanella. 

27 gennaio e 10 febbraio: “Shoah e Foibe? 
Un paragone improprio ed inaccettabile”
Porterà i saluti del Consiglio Regionale il Consigliere Giuseppe Falcomatà; per la Sezione “Nilde Iotti” interverrà, invece, la Presidente Patrizia Gambardella.
Nel pomeriggio della stessa giornata, alle ore 18.00, lo storico Eric Gobetti  terrà una conferenza presso la sede del Circolo ReggioSud. 
A presentare l’incontro sarà Diego Cilio, vicepresidente della Sezione “Nilde Iotti”. Porteranno i saluti Demetrio Delfino, per il Circolo ReggioSud, e Patrizia Gambardella, Presidente della Sezione “Nilde Iotti”.
Il “Giorno della Memoria” dei crimini nazisti, celebrato il 27 gennaio, e il “Giorno del Ricordo” delle Foibe, il 10 febbraio, hanno lo stesso valore istituzionale nel nostro Paese e vengono commemorati allo stesso modo da enti locali e scuole. Resta tuttavia aperta la questione del loro valore storico e della possibilità di considerarli episodi di violenza comparabili. Non si tratta soltanto di una differenza numerica, con circa dieci milioni di vittime nei lager nazisti contro cinquemila vittime delle foibe, ma di fenomeni storici profondamente diversi. Fenomeni che verranno analizzati nel loro contesto, nella loro complessità e nel loro sviluppo, per comprendere come e perché una parte dell’élite politica italiana abbia scelto di equipararli e in che modo una parte politica continui a strumentalizzare le vittime.
Nella “Shoah”, termine ebraico che ha sostituito quello di Olocausto, le persone furono scientemente catturate in tutta Europa e deportate nei campi di sterminio per essere uccise: l’idea era eliminare un popolo, un’etnia, una religione, gli ebrei, ritenuti il male assoluto, il male che avrebbe distrutto le persone e la civiltà. Accanto agli ebrei furono però catturati e assassinati anche Rom e Sinti, persone con disabilità mentali, persone omosessuali, oppositori politici e intellettuali, anarchici e sindacalisti, prigionieri di guerra, minoranze etniche e linguistiche, testimoni di Geova; tutti coloro che, per caratteristiche etniche, religiose, politiche o sociali, erano considerati “indesiderabili” dai regimi nazista e fascista.
Nella vicenda delle Foibe, invece, non si riscontra un sistema scientifico o un progetto pianificato di sterminio degli italiani: fu soprattutto un tentativo di pulizia etnica nelle aree ritenute a maggioranza slava, unito in molti casi alla volontà di vendicarsi dei crimini perpetrati dall’Italia fascista negli anni precedenti.
I due fenomeni non sono paragonabili – a detta dello storico Gobetti- da questo punto di vista: la Germania nazista non uccise gli ebrei per liberare territori ritenuti germanici o per presunti soprusi subiti in precedenza. Si trattò di un progetto pianificato e attuato su larga scala. Questo rende gli eventi non raffrontabili, pur essendo entrambe tragedie centrali del Novecento. Le foibe restano una ferita profonda nella memoria degli italiani che vivevano in quei territori e di coloro che furono costretti all’esilio.