Giuseppe Martorelli
Cresce in una famiglia antifascista: il padre, Renato Martorelli, sarà tra i principali animatori della Resistenza armata. Studente universitario, dopo l’8 settembre 1943 partecipa alla guerra di Liberazione con il nome di battaglia “Marco”. Dopo due mesi nelle bande partigiane della Valtournenche (Valle d’Aosta), viene incaricato dal CLN di Torino di delicate missioni attraverso il confine con la Svizzera. Dal febbraio 1944 è inquadrato nelle formazioni di Giustizia e libertà che operano nelle Alpi cuneesi. Come comandante di distaccamento si distingue in efficaci azioni di contrasto ai rastrellamenti nazifascisti della primavera del 1944. Ufficiale della Brigata Valle Stura Carlo Rosselli, comandata da Nuto Revelli, è impegnato nei durissimi combattimenti che in agosto bloccano il tentativo dei tedeschi di occupare il valico del Colle della Maddalena. Dopo il forzato sconfinamento della brigata in territorio francese, svolge la funzione di ufficiale di collegamento con i comandi alleati per il coordinamento delle operazioni militari sul fronte delle Alpi Marittime. Nel marzo 1945, con un primo gruppo di trentadue partigiani della Brigata Rosselli, riesce a rientrare in Italia, dove gli viene affidato il comando della II Brigata della III Divisione GL Langhe, che partecipa tra il 26 e il 28 aprile alla liberazione di Torino.
