"Che il Giorno del Ricordo diventi davvero e finalmente un momento di memoria di tutte le vittime civili, italiane e slave, e di denuncia delle gravissime responsabilità del regime fascista, le cui colpe sono state sminuite o semplicemente rimosse"
"Rivolgiamo un appello alle istituzioni perché le celebrazioni del 10 febbraio, Giorno del Ricordo, si svolgano nel rispetto della verità storica e della legge, con sobrietà, rigore e completezza, senza alcuna faziosità.
Spesso negli anni scorsi questo non è avvenuto, soffermandosi sulla duplice tragedia delle foibe e dell’esodo, ignorando del tutto la “più complessa vicenda del confine orientale” citata dalla legge istitutiva, demonizzando associazioni, istituti di ricerca e singoli studiosi con inconsistenti accuse di negazionismo e di riduzionismo.
Si è cercato così di evitare una oggettiva ricostruzione dei drammatici eventi di quel tempo e di rimuovere lo scenario storico in cui questi sono avvenuti, dal cosiddetto “fascismo di confine” che insanguinò quelle terre nel 1919 e negli anni successivi, all’invasione italiana di territori della ex Jugoslavia nel 1941, in ragione della quale molti comandi militari italiani si resero a lungo artefici di inenarrabili crimini di guerra contro le popolazioni locali.
Ciò che viene consapevolmente oscurato nella narrazione dominante di natura nazionalista è la responsabilità del fascismo.
Senza nulla togliere all’efferatezza delle stragi nelle foibe ed alla gravità dell’esodo, che ricordiamo con rispetto e pietà, chiediamo che il Giorno del Ricordo diventi davvero e finalmente un momento di memoria di tutte le vittime civili, italiane e slave, e di denuncia delle gravissime responsabilità morali, politiche e militari del regime fascista, le cui colpe sono state sminuite o semplicemente rimosse".
La Segreteria nazionale ANPI
