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Marco Eftimiadi

Brindisi 24 gennaio 1921 – Trieste 23 aprile 1944, giustiziato nelle rappresaglie di via Ghega

Marco Eftimiadi nasce a Brindisi il 24 gennaio 1921 da Luca, agiato commerciante albanese grecofono residente in Puglia, e da Raffaella Zaccaria, figlia di uno spedizioniere brindisino. Si forma in un ambiente di chiare idee antifasciste: la sorella di Luca ha sposato il deputato socialista Felice Assennato, figura di spicco del socialismo pugliese; il fratello di Raffaella, Guido Zaccaria, rappresenterà il PSIUP nel CLN di Brindisi. Alla fine degli anni ’30 Marco si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio a Trieste, dove si è trasferito e vive con tutta la famiglia. Già alla fine del ’42 è attivo nell’antifascismo giuliano che si va riorganizzando: aderisce al Fronte della Gioventù di Eugenio Curiel, collabora con Laura e Silvano Petracco al giornale comunista clandestino «Il Lavoratore». Dopo l’8 settembre 1943 opera nel GAP collegato al IX Corpus dell’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo. All’inizio di marzo del 1944 è arrestato dalle SS su delazione, internato e torturato nelle celle del comando di polizia germanico in piazza Oberdan. Respinge seccamente la profferta dei tedeschi che assicurano una pronta scarcerazione se rivelerà i nomi dei suoi compagni. Sofferente, è trasportato nell’infermeria del carcere del Coroneo. La mattina del 23 aprile è prelevato e insieme ad altri 50 prigionieri politici (fra cui Laura Petracco e altre quattro donne) è trascinato a palazzo Rittmeyer, sede della Casa del soldato tedesco, dove il giorno prima una bomba collocata dai partigiani è esplosa uccidendo cinque militari. Tutti gli ostaggi sono impiccati allo scalone interno dell’edificio, alle finestre e agli armadi. Al momento del prelevamento dalla prigione, Eftimiadi ha salutato i detenuti che rimanevano in carcere con queste parole: «Mi vendicheranno». Dopo la Liberazione, l’Università di Trieste ha conferito la laurea ad honorem alla memoria di Eftimiadi e di altri studenti caduti nella Resistenza.