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Commemorazione dell'eccidio "Campo ai Bizzi"

La Sezione ANPI di Monterotondo Marittimo e Montieri M.Cheli–G.Boscaglia, il Coordinamento Antifascista/Antirazzista Alta Maremma/Alta val di Cecina, con il Patrocinio del Comune di Monterotondo organizza

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

la Commemorazione dell’eccidio "Campo ai Bizzi"

Programma:

9,30 - Ritrovo al Frassine;

10,00 - Inizio escursione a piedi (per persone inabili, servizio navetta)

11,00 - Commemorazione al Podere Campo ai Bizzi con l’intervento di Flavio Agresti dell’A.N.P.I. Provinciale; Musica Resistente con “STEFANO, GIORGIA e IRENE” e a seguire Performance Teatro Resistente

12,30 - Tutti a Pranzo al Capanno

14,30 - Si riprende il percorso attraverso i poderi dove si trovavano i partigiani, tra cui “Poggio Rocchino” dove furono catturati e deportati in 5

16,30 - Rientro al Frassine

Formatasi i primi di gennaio del 1944 la 3ª Brigata Garibaldi si attestò nei pressi del paese di Frassine, disponendosi in un ampio semicerchio sulla cima delle colline circosanti.La brigata era comandata da Mario Chirici, repubblicano di vecchia data e pluridecorato durante la prima guerra mondiale.Nel primo mese di vita l'attività fu ridotta, concentrandosi soprattutto nell'organizzazione e nella gestione degli approvvigionamenti e nel fornire una preparazione militare adatta ai molti giovani che erano affluiti. La mattina del 16 febbraio salirono al cielo razzi traccianti da più punti, era l'inizio di un attacco in forze dei fascisti.Operando un rastrellamento secondo quattro direttrici resero immediatamente chiaro al Chirici non solo che l'attacco era ben pianificato ma che il sistema difensivo partigiano aveva fallito.A quel punto vennero organizzate nuove squadre per rallentare i fascisti e dare il modo a tutti i partigiani di ritirarsi. I due casolari più esterni della zona occupata dai partigiani furono però subito accerchiati, su Poggio Rocchino i partigiani rimasero subito senza munizioni e si arresero. A Campo ai Bizzi invece, nonostante la sorpresa, riuscirono a tenere la posizione per del tempo finchè feriti non vennero catturati.I cinque di Campo ai Bizzi vennero finiti sul posto a colpi di pugnale, mentre gli altri quattordici partigiani catturati durante l'operazione verrano trasportati prima a Massa Marittima e poi a Firenze.Nel frattempo alcune squadre erano riuscite comunque a respingere i fascisti ma non poterono contrattaccare perché questi si ritirarono facendosi scudo dei coloni e dei partigiani catturati.Dopo la cocente sconfitta della battaglia di Frassine, subita per l'impreparazione (le munizioni tenute troppo lontane dai posti di guardia, le vedette addormentate) e la disomogeneità dei partigiani, le polemiche furono fortissime. Da questi fatti nacque, con una scissione della componente comunista, quella che si chiamerà 23ª Brigata Garibaldi, detta "Boscaglia”.