"Qui resteremo"
La sezione ANPI XX Giugno, Zona Gattinara in collaborazione con ARCI Solidarietà - Ciclofficina Thomas Sankara , Biella Antifascista e Biellesi per la Palestina libera, esporrà la mostra fotografica dal titolo "QUI RESTEREMO" a cura dell'associazione Gaza Fuorifuoco Palestina - Napoli, sotto ai portici in corso Valsesia a Gattinara, venerdì 10, sabato 11 dalle 9 alle 19 e domenica 12 aprile dalle 9 alle 12.
Venerdì 10 aprile alle ore 21 nella sede dell'ANPI, in via Cametti 3, ci sarà la conferenza di presentazione: introdurranno Marco Sansoè per la Ciclofficina Thomas Sankara e Luca Giacone per Biellesi per la Palestina libera, interverrà Olmo Losca, scrittore, con un approfondimento sulle radici storiche del movimento politico sionista.
La mostra raccoglie una sequenza di immagini scattate dal novembre 2023 ad oggi da fotografi palestinesi che, in un paesaggio sfigurato dai bombardamenti israeliani, hanno continuato a lavorare nonostante le poche attrezzature disponibili e l’intermittente blocco delle comunicazioni oltre frontiera.
In questi tragici mesi, i loro occhi ostinati e ribelli hanno guardato anche per noi, superando censure mediatiche e complicità politico-militari. Per noi, e per il loro futuro incerto, hanno consegnato a distanza un riassunto quotidiano della distruzione di città e villaggi palestinesi, della morte venuta dall'alto ad opera di ordigni sofisticati o proibiti, comprese armi rimaste in disuso negli arsenali statunitensi o europei e man mano smaltite dal cielo di Gaza per far posto alle nuove. Per noi, per una giustizia uguale per tutti, hanno resistito all’assedio, alla perdita dei familiari e dei propri beni, alla volontà di espellerli per sempre dalla terra di origine, guardando dall’obiettivo di macchine fotografiche o cellulari cosa accadesse intorno a loro. Nel farlo molti sono stati cercati e uccisi per impedire che fosse visibile l’«intento genocidiario», come giudicato dalla Corte penale internazionale dell’Aja.
Nel mirino dell’esercito di Tel Aviv e dei suoi cecchini, i reporter e i fotografi sono stati e sono ancora, oggi in Libano, un bersaglio prioritario: disturbano il racconto unidirezionale dei media, sfuggono al controllo.
In mostra, oltre alle fotografie scattate durante le operazioni militari dell’Idf, costate più di settantamila morti, oltre diecimila dispersi, decine di migliaia di feriti e la polverizzazione delle strutture sanitarie, scolastiche e assistenziali, dei servizi idrici ed elettrici, si sono aggiunte le fotografie del contro esodo iniziato il 19 gennaio. Quelle del ritorno dei sopravvissuti alle macerie abbandonate, nella speranza di ritrovare familiari e memorie personali, di trovar pace, di rendere onore ai corpi insepolti. Realizzate da altri fotografi, alcuni giovanissimi. No, non cerchiamo di ricordare. Vogliamo denunciare la ferocia distruttiva di Israele che prosegue ancora oggi dopo il finto accordo di pace e l’attacco all’Iran e al Libano.
“Qui resteremo” ci interroga, ci chiede di definire la violenza, ci chiede di non girarci dall’altra parte, di individuare le responsabilità, ci chiede di schierarci contro i conquistatori di terre, oro e potere, una minuscola parte del mondo che pretende sopprimere il resto.
