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Inaugurazione della targa in ricordo dei deportati della Valle San Martino

Sabato 23 maggio 2026 alle ore 10.30 in largo Garibaldi a Calolziocorte (LC)
inaugurazione della targa in ricordo dei deportati della Valle San Martino.

Saranno presenti:

- l'amministrazione comunale

- il presidente di ANPI provinciale Enrico Avagnina

- le rappresentanze scolastiche.

Questa targa è un punto di memoria della deportazione nei lager e fa seguito alle targhe dedicate a Don Achille Bolis (16 novembre 2024) e a Renzo Attilio Galli (14 dicembre 2024) e alla pietra d'inciampo posata a Olgiate Molgora per Ernesto Cattaneo, che ricordano la liberazione dal nazifascismo.


Biografie dei deportati

Ernesto Cattaneo
Nato a Olgiate Molgora il 30 marzo 1891, di professione mugnaio, Ernesto faceva parte della rete di supporto alle formazioni partigiane. Il suo ruolo era di fornire farina ai partigiani, cosa che fece più volte.
Arrestato, entrò a San Vittore il 30 marzo 1944 e il 27 aprile fu trasferito, con molti altri lecchesi, al campo di Fossoli. Quando questo campo fu chiuso, Cattaneo fu spostato a Bolzano e da lì - il 5 agosto 1944 - a Mauthausen. Assegnato al sottocampo di Gusen, morì in prigionia il 26 gennaio 1945.

Giovanni Ripamonti
Nato a Calco il 2 settembre 1904, Giovanni faceva parte del gruppo di antifascisti raccoltosi a Calolziocorte attorno a don Achille Bolis e al dottor Oscar Zannini. Da quest'ultimo, alla fine del settembre 1943, Ripamonti ebbe l'incarico di fornire 10 quintali di farina gialla ai partigiani che stavano sui monti sopra Erve. Continuò poi la sua azione di assistenza e, arrestato il 25 marzo 1924, seguì il destino dei suoi compagni: carcerazione a San Vittore, trasferimento a Fossoli e quindi a Mauthausen, dove giunse il 7 agosto 1943. Venne poi trasferito al sottocampo di Gusen, dove morì il 2 marzo 1945.

Oscar Zannini
Oscar, nato a Castellanza il 3 aprile 1906, medico, dopo il matrimonio con Elena Giauna Bernardo si stabilì a Calolziocorte. Arruolato come ufficiale medico e inviato sul fronte Jugoslavo, venne congedato nel 1941 a seguito della nascita del quarto figlio.
Entrò nella Resistenza con il gruppo che faceva capo a Don Achille Bolis; si occupò di organizzare i militari sbandati e i giovani renitenti, in collegamento con i primi gruppi partigiani e con il CLN di Bergamo. Fu arrestato la notte del 22 febbraio 1944, interrogato presso la Casa del Fascio di Bergamo e quindi rinchiuso a San Vittore fino al 27 aprile, quando venne trasferito nel campo di Fossoli. Lì svolse l'incarico di responsabile sanitario finché, attorno al 21 luglio, venne trasferito al campo di Gries (Bolzano) e da lì a Mauthausen, dove giunse il 7 agosto 1944, per essere poi spostato a Gusen. La deportazione di Oscar Zannini fu particolarmente tribolata: dopo Gusen venne ancora trasferito a Flossemburg, poi presso la fabbrica d'armi annessa al campo di Mittelbau e infine a Buchenwald. Qui fu mandato al lavoro coatto presso l'ex kommando di Dora (diventato lager autonomo), dove mori il 15 febbraio 1945.

Giuseppe e Giovanni Rosa
Giuseppe (Calolziocorte, 1889) e Giovanni (Calolziocorte, 1914) Rosa erano padre e figlio ed entrambi morirono a Mauthausen.
Titolari di una piccola industria che produceva selle e catene per biciclette, furono arrestati con l'accusa di far parte della rete di aiuti ai partigiani di Erve. Giovanni era certamente membro attivo della Resistenza (partecipò a un'azione contro una caserma dalla quale furono sottratte armi), mentre Giuseppe, che era stato Podestà, non sembra aver avuto un ruolo particolarmente attivo. Per entrambi le accuse erano generiche, ma per i fascisti bastarono a farli rinchiudere a San Vittore. Quindi, secondo un percorso comune a moltissimi, furono trasferiti prima a Fossoli e poi nel lager di Mauthausen, dove, nel sottocampo di Gusen, lasciarono la vita.


Deportati sopravvissuti

Bernardo Carenini di Giulio, nato a Colle di Sogno in Carenno nel 1906 - arrestato in aprile 1944 sopravvissuto a Mauthausen - rimpatriato nel giugno 1945.
Giuseppe Riva di Pietro, nato a Monza nel 1907, residente a Vercurago - arrestato nel marzo 1944 - sopravvissuto a Mauthausen - rimpatriato nel giugno 1945.
Angelo Aquilino Frigerio di Battista, nato a Calolziocorte nel 1921 - arrestato nel febbraio 1944 - sopravvissuto a Mauthausen - rimpatriato nel giugno 1945.
Tutti hanno subìto lo stesso percorso di prigionia e deportazione: Bergamo - San Vittore - Fossoli - Bolzano - Mauthausen.
 

Allegati
Locandina (2.01 MB)