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Risiera di San Sabba

La Risiera di San Sabba, nel centro cittadino di Trieste, è l'unico campo di sterminio nazista in Italia. La città giuliana entra, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, a far parte – insieme alle province di Udine, Gorizia, Pola, Fiume e Lubiana – della cosiddetta “zona di operazione del Litorale Adriatico”, sotto il diretto controllo del Terzo Reich. La risiera, edificata agli inizi del ‘900 per la pilatura del riso e negli anni '40 in disuso, offre la struttura e i locali adatti all'internamento di diverse categorie di prigionieri.

In funzione già nell'ottobre-novembre 1943, è utilizzata come campo di transito per i deportati diretti ai lager di Buchenwald, Dachau e Auschwitz. Tra loro, ebrei ma anche prigionieri politici e partigiani italiani e slavi, rastrellati in città e nelle aree circostanti. In realtà, la Risiera è subito trasformata, con l'edificazione di un forno crematorio collegato alla preesistente ciminiera e di alcune celle destinate ai condannati, in un vero e proprio campo di sterminio. Molto spesso i prigionieri politici vengono sottoposti a torture o usati come ostaggi da eliminare in caso di rappresaglie. Prima di essere uccisi, i prigionieri sono costretti a spogliarsi: “da un calcolo dei vestiti messi in deposito da un prigioniero – scrive Matta – la Corte d'Assise di Trieste stabilisce […] che le vittime sono state non meno di duemila, esclusi gli ebrei, ma altre fonti italiane e iugoslave danno cifre di tre-quattromila”. Ceneri e ossa del forno vengono gettate in mare. I prigionieri vengono uccisi con il gas dei motori di camion e con colpi di pistola alla nuca. Gli ebrei, invece, passano per la Risiera nella rotta verso Auschwitz, e solo alcuni, considerati “non trasportabili”, vengono uccisi a Trieste.

Quello della Risiera è l'unico forno crematorio attivo in Italia, e viene fatto esplodere dai tedeschi in fuga alla fine di aprile del 1945.

Nel 1965 la Risiera di San Sabba è divenuta Monumento Nazionale per decreto del Presidente della Repubblica e, dal 1975, è museo civico (Civico Museo della Risiera di San Sabba).

Nel 1976 è stato celebrato, presso la Corte d'Assise di Trieste, un processo a carico di uno dei criminali nazisti che hanno gestito il lager, Joseph Oberhauser, comandante della Risiera (l'altro imputato, August Dietrich Allers, già comandante dell'Einsatzkommando Reinhard, muore durante la fase istruttoria). Oberhauser, all'epoca del processo birraio a Monaco e contumace, viene condannato all'ergastolo, sentenza mai eseguita. Il processo di Trieste, resta, non solo per questo, un processo “parziale […] quanto alla sua capacità di individuare e punire tutti i responsabili, ma anche perché circoscritto per scelta della pubblica accusa, condivisa dallo stesso magistrato inquirente, ‘ai soli fatti di soppressione di persone che per certo non avevano avuto ad esplicare attività contraria agli interessi militari dell'Autorità occupante'. Quindi limitato alle sole vittime definite ‘innocenti', con esclusione delle ben più numerose vittime ‘non innocenti', cioè ‘implicate in attività militari o politiche'”. In sostanza, non innocenti erano stati partigiani e detenuti politici. Difatti, le istanze presentate dall'ANPI e da altre parti civili per l'estensione del processo vengono respinte sulla base di una presunta prescrizione.

Le informazioni e le citazioni presenti in questa scheda sono tratte da T. Matta, Risiera di San Sabba, in Dizionario della Resistenza, a c. di E. Collotti-R. Sandri-F. Sessi, Torino, Einaudi, 2001, v. 2, pp. 432-437.

http://www.risierasansabba.it